Che cos’è l’A-GPS?
Lo scopo principale di questo sistema è quello di“assistere” il
ricevitore GPS nel calcolo della posizione, fornendogli informazioni sui
satelliti in vista. Tale metodologia richiede il supporto dell’operatore di
telefonia mobile.
L’idea di fondo è la seguente: dato che ogni cella di telefonia mobile
presente sul territorio ha una posizione fissa, si fa in modo che sia la
cella a ricavare quali siano i satelliti GPS ad essa in vista, istante per
istante. Quando un terminale A-GPS vuole
conoscere la sua posizione, si collega tramite la rete cellulare ad un
Assistance Server (che può anche essere gestito dall’operatore stesso), al
quale viene inviata anche l’informazione sulla cella a cui l’utente è
agganciato. Dato che sono noti i satelliti in vista alla cella, si può
assumere ragionevolmente che anche il terminale A-GPS veda i medesimi
satelliti. Pertanto il server elabora una lista con i satelliti in vista, e
la invia attraverso la rete cellulare al terminale, che in questo modo può
ricavare immediatamente la propria posizione.
La ridotta quantità di dati da inviare ha suggerito l’impiego di messaggi di
tipo cell broadcast, già ampiamente utilizzati, ad esempio, per effettuare
tariffazioni diverse a seconda dell’area in cui l’utente si trova, e che
compaiono sullo schermo dell’utente sotto forma di indicazione della
provincia.
Il protocollo standard ideato per ottemperare alle funzionalità proprie di
A-GPS è il SUPL (Secure User Plane Location).
Sicuramente vi starete chiedendo cos’è una cella di telefonia mobile, ed
allora per capirci meglio ecco qui anche questa interessante definizione:
Il sistema di telefonia mobile moderno è caratterizzato da una struttura
basata sull’uso di celle, ed è conosciuto infatti come telefonia cellulare.
Le onde radio sono utilizzate per instaurare una comunicazione tra
l’apparecchio, che comunemente chiamiamo telefonino e una stazione radio
base, dotata di un certo numero di celle, ciascuna con più canali. Tale
stazione comunica con la rete di telefonia pubblica nei modi più disparati,
secondo la disponibilità di rete in fibra ottica, cablaggio in rame o ponte
radio.
Quando il telefonino si allontana troppo da una stazione radio base, il
sistema ricerca automaticamente una cella più vicina e la comunicazione
avviene su questa, senza l’interruzione della chiamata.
La telefonia cellulare utilizza le celle poiché le frequenze radio sono
limitate e devono essere condivise tra più utilizzatori. Le stazioni radio
base e i telefonini utilizzano trasmettitori di bassa potenza così da
limitare le interferenze e permettere l’utilizzo per più chiamate da parte
di diversi utilizzatori. L’uso di una potenza molto limitata permette anche
di aumentare la durata delle batterie e di diminuire possibili effetti
negativi legati all’emissione di onde elettromagnetiche di una certa
potenza.
Se non avete ancora capito cerco di spiegarvi meglio con mie parole:
Le celle sono delle aree coperte dalle SRB
(Stazioni Radio base), quei pali lunghissimi cui sopra
vedete le antenne.
Ogni “palo” ha
una certa copertura di un certo kilometraggio intorno ad esso.
L’area che copre quella SRB è definita cella.
Il cellulare non fa altro che scollegarsi da una cella (o meglio dall’ SRB)
e collegarsi ad un’altra istantaneamente, tenendo il collegamento ovunque
siamo.
Queste SRB sono fisse e rilevano la posizione dei satelliti ogni istante.
Ecco che allora i dati vengono spediti al cellulare e rilevati dall’ A-GPS,
velocizzando la connessione gps coi satelliti.